Sabato, 20 Ott 2018
 
 
Approfondimenti
scegliere il futuro

di Andrea Re

maniterraLa nota del Consiglio nazionale dell'Azione cattolica del 21 gennaio scorso in vista delle prossime elezioni politiche traccia un orizzonte ampio e impegnativo che determina non poche declinazioni concrete.

Tra queste occupa senz’altro una posizione primaria il tema ambientale, che tocca trasversalmente le dimensioni dello sviluppo, dell’etica amministrativa, della tutela della qualità e dello stesso diritto alla vita delle persone. La situazione di difficoltà in cui versa il Paese si è manifestata negli ultimi anni anche in numerose emergenze di carattere ambientale: le ormai ricorrenti alluvioni, che raccontano al contempo l'incuria nella gestione del territorio e i segni evidenti dell'innalzamento globale della temperatura; la cementificazione selvaggia, che in alcune regioni ha consumato in pochi anni gran parte del territorio utile per l’edificazione; le innumerevoli notizie di illeciti nella gestione dei rifiuti, al sud come al nord, sono fotografie di un malcostume che lega troppo spesso le ecomafie al pubblico e al privato, in un abbraccio letteralmente mortale per i cittadini; infine, i casi eclatanti di industrie che, in nome di un sacrosanto diritto al lavoro, hanno contaminato per anni l’acqua, la terra e l’aria in numerose città, non solo a Taranto.

Non s’intende qui dipingere un quadro genericamente drammatico delle condizioni ambientali di un’Italia in declino, ma piuttosto mettere l’accento sulla necessità di un’inversione di rotta affinché il nostro Paese possa tornare a offrire a tutti, ai cittadini per primi, un ambiente che non comprometta la salute e la tutela di un paesaggio straordinario, che ne è risorsa e ricchezza collettiva e che pertanto non può essere sacrificato per il profitto di pochi.

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BEATI GLI OPERATORI DI PACE

Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della XLVI Giornata Mondiale Della Pace  1° gennaio 2013

pace1. Ogni anno nuovo porta con sé l’attesa di un mondo migliore. In tale prospettiva, prego Dio, Padre dell’umanità, di concederci la concordia e la pace, perché possano compiersi per tutti le aspirazioni di una vita felice e prospera.

A 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, che ha consentito di rafforzare la missione della Chiesa nel mondo, rincuora constatare che i cristiani, quale Popolo di Dio in comunione con Lui e in cammino tra gli uomini, si impegnano nella storia condividendo gioie e speranze, tristezze ed angosce [1], annunciando la salvezza di Cristo e promuovendo la pace per tutti.

In effetti, i nostri tempi, contrassegnati dalla globalizzazione, con i suoi aspetti positivi e negativi, nonché da sanguinosi conflitti ancora in atto e da minacce di guerra, reclamano un rinnovato e corale impegno nella ricerca del bene comune, dello sviluppo di tutti gli uomini e di tutto l’uomo.

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Ascolto di Dio, ascolto dell’uomo

di don Massimo Orizio

In questo periodo siamo invitati a maturare l’atteggiamento di ascolto. La Chiesa stessa nasce e vive dall’ascolto della parola del Signore che si incontra con la domanda di senso che abita ogni essere umano. Queste due parole – dell’uomo e di Dio – non si ascoltano mai una volta per tutte, perciò la Chiesa è chiamata ad accoglierle quotidianamente sempre come nuove nel contesto storico in cui vive. Una “Chiesa in ascolto” è quindi una Chiesa disponibile ad ascoltare Dio e l’uomo per non chiudersi in se stessa, ma aprirsi con fiducia al futuro.

C’è uno stretto legame tra il tempo liturgico di avvento-Natale e l’ascolto: il termine avvento significa venuta e vuole attirare l’attenzione sulla venuta futura del Signore che compirà la storia. Così il tempo presente, per i cristiani, è sostenuto dalla tensione verso il futuro ed è accompagnato dalla presenza del Signore che continua per condividere la nostra storia (non ha lasciato un testamento ma ha promesso: io sono con voi per sempre). È in questo contesto che nasce la speranza, una speranza così forte da anticipare nei segni di una vita redenta e vissuta nell’amore, il compimento finale.

Se l’avvento futuro del Signore ci apre alla speranza, la sua venuta nella storia ci ricorda che il desiderio di Dio è la salvezza di tutta l’umanità di tutti i tempi “e siccome la Chiesa è il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen Gentium 1) l’avvento è anche il tempo in cui essa è chiamata a dare ascolto al desiderio di salvezza dell’umanità. Dice il profeta Isaia: “Siamo divenuti tutti come una cosa impura, e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia; tutti siamo avvizziti come foglie… Se tu squarciassi i cieli e scendessi!”

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Comunicato Presidenti di Azione Cattolica della Lombardia sull'attuale situazione politica

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28 novembre 2012

logoacIn questo tempo l’Azione Cattolica, consolidata scuola di formazione ecclesiale e civile e di democrazia rivolge, attraverso i Presidenti delle diocesi lombarde, l’appello a non cedere alla tentazione dell’indifferenza e del disimpegno e invita tutti a contribuire ad un cambio di passo per favorire un clima di nuova speranza e di rinnovato rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
L'attuale situazione politica lombarda, dopo lo scioglimento del consiglio regionale e la necessità di nuove elezioni, induce alcune riflessioni. Le note vicende degli ultimi mesi hanno aumentato la sfiducia nei confronti della politica . La crisi fondamentale è quella del rapporto tra i cittadini e la politica, è la paura di non essere più rappresentati nelle proprie istanze e nel riconoscimento dei propri diritti, è la fatica nel cogliere un progetto di buona amministrazione per il bene di tutti. Quanti sono i cittadini delusi che ormai non si pongono più la domanda “per chi votare” ma “se andare a votare”?

L’astensionismo, incombente, non mostra solo l’incertezza del quadro attuale di riferimento ma anche la necessità di un profondo rinnovamento. Tra le varie forze politiche e i vari schieramenti prevale ora la ricerca del candidato “credibile”, e ciò può essere indice di una riflessione interna che almeno in parte riconosce il bisogno di trasformarsi, aprendosi con più coraggio alla società civile. Ci auguriamo tuttavia che non sia una mossa strumentale per recuperare consenso, riconoscendo l’attuale “minusvalore” della connotazione partitica su un piano elettorale.

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