Venerdì, 19 Gen 2018
 
 
Approfondimenti
Per una Chiesa di servizio

di dom Franco Mosconi

250px-JSC_the_battle_of_JerichoIl servizio non è una delle tante cose necessarie per costituire il popolo del Signore, è l’essenza, è lo scopo.

Ricordate il racconto dell’Esodo: il popolo di Dio nasce con la liberazione dall’Egitto. Ora, che cosa ha significato la liberazione dall’Egitto? Secondo l’Esodo, fondamentalmente, è la vocazione di Israele a servire il Signore. E la formula è: lascia partire Israele mio figlio, perché mi serva. E il Signore libera Israele, perché Israele, liberato, possa fare, in piena libertà, questa scelta di servire il Signore.

La Chiesa, come popolo di Dio, ha le sue radici qui.

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Buona Pasqua

di don Tonino Bello

pasqua2013I Vangeli ci raccontano numerose apparizioni del Risorto avvenute nel giorno di Pasqua. Se è lecito esprimere delle preferenze, quella che mi commuove di più è l'apparizione a Maria di Magdala, piangente accanto al sepolcro vuoto.

Le si avvicina Gesù e le dice: "Perché piangi?". Donna, le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che tu non pianga per gioia o per amore. Vedi: la collina del Calvario, che l'altro ieri sera era solo un teschio coperto di fango, oggi si è improvvisamente allagata di un mare d'erba. I sassi si sono coperti di velluto. Le chiazze di sangue sono tutte fiorite di anemoni e asfodeli. Il cielo, che venerdì era uno straccio pauroso, oggi è limpido come un sogno di libertà. Siamo appena al terzo giorno, ma sono bastate queste poche ore perché il mondo facesse un balzo di millenni. No, non misurare sui calendari dell'uomo la distanza che separa quest'alba luminosa dal tramonto livido dell'ultimo venerdì. Non è trascorso del tempo: è passata un'eternità. Donna, tu non lo sai: ma oggi è cominciata la nuova creazione.

Cari amici, nel giorno solennissimo di Pasqua anch'io debbo rivolgere a ciascuno di voi la stessa domanda di Gesù: "Perché piangi?". Le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che non siano l'ultimo rigagnolo di un pianto antico. O l'ultimo fiotto di una vecchia riserva di dolore da cui ancora la tua anima non è riuscita a liberarsi.

Forse rischio di restare in silenzio anch'io, se tu mi parli a lungo dei dolori dell'umanità: della fame, delle torture, della droga, della violenza.

Forse rimarrò suggestionato anch'io dal fascino sottile del pessimismo.

Forse mi arrenderò anch'io alle lusinghe dello scetticismo, se mi attarderò ad ascoltarti sulle manovre dei potenti, sul pianto dei poveri, sulla miseria degli sfrattati, sulle umiliazioni di tanta gente senza lavoro.

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Habemus Papam! PDF Stampa E-mail

papafrancesco

 

Habemus Papam!
Si tratta dell'argentino Jorge Mario Bergoglio, e prende il nome evocativo di Francesco. Straordinarie le sue prime parole e i suoi primi gesti: "I cardinali sono venuti a prendermi dalla fine del mondo mondo. Cammineremo insieme nella fratellanza e nell'amore. Beneditemi prima che io benedica voi".
Emozionante il silenzio di Piazza San Pietro che impone simbolicamente le mani sul capo del Santo Padre.
Domenica il primo Angelus, il 19 marzo la celebrazione d'insediamento.

 
Credere nella carità suscita carità

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2013

Credere nella carità suscita carità

«Abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi» (1 Gv 4,16)

 

crocequaresimaCari fratelli e sorelle,

la celebrazione della Quaresima, nel contesto dell’Anno della fede, ci offre una preziosa occasione per meditare sul rapporto tra fede e carità: tra il credere in Dio, nel Dio di Gesù Cristo, e l’amore, che è frutto dell’azione dello Spirito Santo e ci guida in un cammino di dedizione verso Dio e verso gli altri.

1. La fede come risposta all'amore di Dio.

Già nella mia prima Enciclica ho offerto qualche elemento per cogliere lo stretto legame tra queste due virtù teologali, la fede e la carità. Partendo dalla fondamentale affermazione dell’apostolo Giovanni: «Abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi» (1 Gv 4,16), ricordavo che «all'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva... Siccome Dio ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4,10), l'amore adesso non è più solo un ”comandamento”, ma è la risposta al dono dell'amore, col quale Dio ci viene incontro» (Deus caritas est, 1).

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