Domenica, 16 Dic 2018
 
 
Approfondimenti
Provare per Credere

XV Assemblea Diocesana  - dalla relazione della Presidenza

Ripensando alla storia del triennio che qui concludiamo, c’è un fatto che più di ogni altro credo costituisca un evento nodale per la Chiesa e per il mondo: è l’elezione di Papa Francesco, a seguito delle dimissioni di Benedetto XVI che, con una lezione di umiltà, serenità e distacco dalle cose di questo mondo, circa un anno fa rimetteva il proprio mandato; dopo pochi giorni l’arrivo di questo pontefice “venuto dalla fine del mondo” dava inizio ad una fase di totale rinnovamento della nostra Chiesa, innanzitutto attraverso il suo stile.
Uno stile che c’invita ad una rinnovata apertura al mondo, del quale sentirci parte.
Ci insegna la capacità di sporcarsi le mani, di mettersi in gioco direttamente, a partire dalle cose più semplici, ma che pare siano caduti in disuso, come pagare il conto all’albergo prima di andarsene o scegliere come mezzo di trasporto una semplice utilitaria, come testimonianza diretta di una rinnovata sobrietà, fino alle azioni più coraggiose: la visita a Lampedusa, la riforma della curia vaticana. Un invito esplicito a fare la nostra parte.
Uno stile che testimonia la scelta di stare dalla parte dei più deboli, con gesti diretti e senza indugi, mettendo in luce le contraddizioni del mondo di oggi.
Anche l’AC prova da tempo a percorrere queste strade.

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Fedeli alla Chiesa ma con uno stile nuovo

di Andrea Re

Per la nostra Azione Cattolica che si trova nel mezzo del proprio cammino assembleare rinnovarsi significa compiere scelte non banali per riscrivere nell’oggi da un lato la propria fedeltà alla Chiesa, dall’altro la capacità di assumere uno stile nuovo per annunciare il Cristo agli uomini del nostro tempo.

In altre parole, possiamo dire che si tratta di riproporre il contenuto della propria missione associativa in una chiave nuova, trovando le modalità che permettano all’AC e alla Chiesa di accogliere le sfide del presente e di rigenerare così l’associazione stessa, restituendole pienezza di senso dentro il cammino della Chiesa.

Ogni nostra associazione parrocchiale si è interrogata su questo durante il proprio cammino assembleare: gli strumenti di accompagnamento proposti, che anche attraverso la scelta della forma del racconto hanno cercato di smuovere una riflessione in questa direzione, hanno posto alcune domande precise in ordine ad alcuni nodi: l’intensità della testimonianza associativa; la formazione di coscienze adulte nell’oggi, anche attraverso percorsi sperimentali che contribuiscano alla definizione di un progetto di vita, in particolare da parte dei giovani; il protagonismo dell’AC dentro le nuove forme della Chiesa locale; l’impegno missionario dentro la comunità civile.

Nel breve incontro con la presidenza diocesana per gli auguri di Natale, il Vescovo Luciano ha ulteriormente incoraggiato le nostre riflessioni, sottolineando che per scrivere con sapienza e concretezza una nuova storia per il mondo di oggi è indispensabile riuscire ad offrire alla nostra Chiesa una forma nuova e originale di spiritualità laicale: una spiritualità che sappia radicare nel Vangelo, motivare e sostenere le scelte della vita di ogni giorno per rinnovare il volto dell’economia, del lavoro, della società, rendendo queste dimensioni pienamente umane e dunque autenticamente cristiane.

Anche noi siamo convinti che al mondo di oggi, come già diceva Paolo VI e ribadisce ora Francesco, servano più testimoni che maestri. Servono gesti concreti, riconoscibili nel presente. Chiare scelte di campo compiute innanzitutto da noi cristiani, scelte che dicano qual è la direzione in cui intendiamo far camminare il mondo, alla luce del Vangelo. Soprattutto, serve che queste scelte siano condivise: non gesti eroici di pochi martiri, applauditi e lasciati soli, ma scelte di comunità che portino in sé la forza, il sostegno, la propagazione capillare che servono per cambiare davvero il mondo.

Forse, dunque, accanto all’ordinario di cui le nostre associazioni si fanno carico quotidianamente in ogni parrocchia, la capacità di profezia dell’Azione Cattolica per la Chiesa di oggi e domani si deve giocare nel sperimentare e diffondere concretamente forme, luoghi, temi, modalità creative per coltivare una nuova spiritualità laicale, che permetta di spiegare le vele verso un nuovo futuro di speranza per l’umanità.

 
Partecipare

Dall’introduzione all’incontro “Partecipare” con Cécile Kyenge, il 10 gennaio a Villa Pace.
(il video integrale dell’incontro è disponibile a questo link)

 

Siamo presenti sul territorio in modo capillare e ci occupiamo di  formazione e di educazione delle coscienze per  far crescere nella fede, per far maturare una fede adulta.

C’è un compito, assegnato a noi laici, che ci deve vedere interessati al nostro tempo e al territorio in cui viviamo,  che si traduce nel farci carico e nel  prenderci cura "di questa storia e di questa geografia" perché siano sempre più al servizio dell'uomo, ad essere noi stessi uomini fino in fondo, anzi fino in cima.

Alla luce di questo mandato, allora, anche gli ambiti sociale, civile, politica  interpellano  il nostro essere cristiani e interessano il nostro percorso di fede e non sono altro rispetto ad esso.  

L’attenzione al tema della cittadinanza, intesa come partecipazione consapevole e responsabile alla vita della comunità civile di cui facciamo parte, è uno degli elementi costitutivi del nostro cammino formativo, e come tale è ordinariamente oggetto di riflessione, in ambito diocesano e all’interno delle singole associazioni.

 Un  impegno,  ribadito e sottolineato nei  nostri  documenti assembleari,  che ci ha visto coinvolti non solo con dichiarazioni e richiami ai valori cristiani, ma anche con  impegni pratici, diretti.

Ora la situazione sociale e politica ci richiede, come cittadini e come laici che vogliono vivere con coscienza critica e con impegno nella “città dell’uomo”, una sensibilità più attenta  al tema della cittadinanza, intesa come partecipazione consapevole e responsabile alla vita della comunità civile di cui facciamo parte.

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Com'è ricco questo povero Natale

 natale

È un Natale sotto tono eppure, proprio per questo può essere un Natale più vero, con tanto silenzio, ricamato solo dal canto delle voci che amiamo; è un Natale difficile per molti ma, come sempre, non per tutti. Eppure è un Natale non rassegnato. Quest’anno anche il Bambino ha deciso di rinunciare all’oro, all’incenso e alla mirra. Anche Lui s’accontenta del poco che la vita gli ha riservato.

È ricco di senso questo povero Natale! Ed è per questo che auguro tanta ricchezza interiore, e se sarà a scapito di quella materiale forse è giunto il momento anche per noi di scegliere.

Auguro tanta serenità, questa sì da non barattare con altro. Uno sguardo che al risveglio si posa su ciò che conta, che cura anche la pena più cupa.

Auguro anche un po’ d’inquietudine perché non si assopisca mai la  voglia di ricercare il senso dell’ esistere, consapevole che già è molto quello che la vita ci ha donato.

Auguro una vita traboccante di generosità, di simpatia, di sogni semplici realizzati, di un amore sincero e fresco.

Auguro la gioia di un incontro… con le parole di Ady Endre:

“Quando mi hanno abbandonato

quando sotto il peso dell'anima crollavo,

D'improvviso mi abbracciò Dio.

Non arrivò con suono di trombe

ma con abbraccio muto, vero, forte,

non venne una mattina bella, infuocata,

ma durante una buia notte di guerra.

E i miei occhi vanitosi si sono acceccati,

e la mia gioventù morì,

ma Lui, magnifico e splendente, lo vedo per sempre”.

 
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