Martedì, 21 Ago 2018
 
 
Approfondimenti
Persone nuove in Cristo Gesù

Azione Cattolica Italiana
Messaggio dell’Assemblea nazionale alla Chiesa e al Paese

L’Azione cattolica italiana, riunita in Assemblea con i delegati delle associazioni diocesane e delle regioni italiane, insieme ai rappresentanti delle realtà delle nazioni in cui l’associazione è presente nel mondo, vuole esprimere la gioia intensa di queste giornate, condividendo con la Chiesa e con il Paese gli impegni assunti. Si tratta di intenti che l’Assemblea nazionale, dopo un ampio coinvolgimento e un largo dibattito, propone, in forma estesa, in un Documento assembleare, che ogni associazione locale è chiamata a realizzare concretamente nei prossimi tre anni, declinandoli sulla base delle esigenze e delle attese dei diversi territori che connotano il Paese. In questa occasione, l’Assemblea è culminata nell’incontro di tutti i presidenti e assistenti parrocchiali con Papa Francesco, al cui magistero ed esempio l’Azione cattolica si ispira. Il Santo Padre ha offerto tre consegne all’Azione cattolica, espresse attraverso verbi che ne attualizzano la missione: rimanere nel Signore; andare fuori; gioire. L’associazione è chiamata ora a tradurli nella vita della Chiesa per il mondo, potendo attingere alla sua capillare presenza in tutto il territorio nazionale, che rappresenta – come ha sottolineato Papa Francesco – una risorsa preziosa per essere realmente accanto alla gente.

Roma, 3 maggio 2014

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Solo per oggi

 

In occasione della beatificazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II, lasciamoci guidare dalla poesia-preghiera di papa Roncalli per vivere spiritualmente l’ordinario e il quotidiano.


Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere  i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.
Posso ben fare per dodici ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.
(Papa Giovanni XXIII)

 
PASSAGGI

La celebrazione della Pasqua ricorda l’intervento, il passaggio di Dio che libera e salva, il passaggio dell'uomo da ogni forma di schiavitù alla libertà: «passaggio di Dio e passaggio dell’uomo». Un ricordo quanto mai significativo per noi, coinvolti in un contesto in cui si ripetono amari esodi dalle terre d’origine e si ricercano nuovi significati di vita.
Il mistero pasquale, per noi cristiani, non è quindi solo memoria delle grandi gesta operate da Dio per riportare il suo popolo alla Terra promessa: è un evento di profonda spiritualità e una gioiosa celebrazione che ci fa rivivere tutta la storia della salvezza dalla creazione al glorioso ritorno del Cristo risorto. Nel significato di «passaggio di Dio e passaggio dell’uomo», la Pasqua ci svela dunque la nostra identità di «pellegrini», protagonisti di un cammino nel quale può davvero avvenire l’incontro con il Risorto.
Per ogni cammino di fede dell’uomo, c’è sempre una risposta di Dio. È un aspetto esperienziale, questo, che l’evangelista Luca sviluppa nella narrazione dell’incontro di Cristo con i discepoli di Emmaus. Cristo condivide il cammino umano di due persone che decidono di ricostruire la loro vita dopo tante speranze andate deluse, incapaci addirittura di riconoscere il pellegrino divenuto loro compagno di viaggio. È  il Risorto, che cammina sulle strade dell’uomo, a trasformare ogni percorso in un approfondimento della Parola. Giunti ad Emmaus, con la delicatezza di un amico e di un maestro, e per lasciarli liberi, «fece come se dovesse andare più lontano». Ma la reazione dei due discepoli corrisponde al nuovo stato d’animo: «Resta con noi, perché si fa sera». È il primo segno: la speranza è risorta e, nel riconoscimento di colui che aveva condiviso il cammino, la tristezza si fa rinnovato progetto di vita.
Ogni momento di «grazia» può divenire atto di libertà. Il «passaggio di Dio» – significato profondo della Pasqua – diviene il «passaggio dell’uomo». Ciò avvenne per i due discepoli di Emmaus, ma può avvenire oggi anche per noi. Rinati nella fede, i due ritornarono a Gerusalemme per riferire ciò che era accaduto loro lungo il cammino. Che la Pasqua sia anche per tutti noi incontro rinnovato con il Risorto da comunicare, nella gioia della fede, al mondo intero.

 
Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2014

Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà (cfr 2 Cor 8,9)

 

Cari fratelli e sorelle,

in occasione della Quaresima, vi offro alcune riflessioni, perché possano servire al cammino personale e comunitario di conversione. Prendo lo spunto dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9). L’Apostolo si rivolge ai cristiani di Corinto per incoraggiarli ad essere generosi nell’aiutare i fedeli di Gerusalemme che si trovano nel bisogno. Che cosa dicono a noi, cristiani di oggi, queste parole di san Paolo? Che cosa dice oggi a noi l’invito alla povertà, a una vita povera in senso evangelico?

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