Lunedì, 10 Dic 2018
 
 
Spiritualità
Spiritualità PDF Stampa E-mail

La dimensione spirituale è strettamente intrecciata con la proposta educativa dell’AC, ne è il cuore pulsante: i percorsi, le proposte, i processi posti in essere dall’associazione sono orientati “perché Cristo sia formato in noi” (il titolo del Progetto Formativo, la “carta costituzionale” dell’AC). Come vivere creativamente la sequela di Cristo oggi? Quali caratteristiche privilegiare?

Afferma il Progetto Formativo: Oggi viviamo una stagione nuova della Chiesa italiana e del nostro Paese. Questo è tempo di missione. I cristiani sono chiamati a farsi carico di un nuovo annuncio del Vangelo e devono affrontare la prova di una fede che per nessuno può mai essere data per scontata. La comunità e in essa l’associazione devono trovare parole e forme nuove per comunicare il Vangelo ed entrare in dialogo con un mondo in cambiamento.

La spiritualità per ogni associazione è curata dalla figura dell'assistente.

Conoscere l’AC, per un assistente, non significa provenire dall’AC, ma capirne il carisma, le scelte di fondo e le linee della formazione. Una conoscenza oggi più che mai necessaria, perché il cammino del rinnovamento associativo, intrapreso in questi anni, sta investendo ogni gruppo parrocchiale e può generare confusione o disorientamento.

Perché i sacerdoti conoscono l’AC la via migliore non è regalare un libro, ma promuovere la qualità della vita associativa parrocchiale, curando in modo particolare il centro della formazione: la spiritualità.

Di particolare importanza e centralità risulta la proposta associativa che ogni anno viene indicata dal Centro Nazionale.

La santità, tema generale che fa da filo conduttore per questo triennio, viene declinata in questo anno associativo 2010-2011 nella sua dimensione di attenzione alla cittadinanza, alla responsabilità, al bene comune come forme per viverla in chiave missionaria. La santità laicale viene considerata nel suo aspetto di servizio nel costruire la Chiesa e nell'edificare il mondo secondo il progetto di Dio.

Riportiamo le indicazioni che il presidente nazionale ha proposto nella presentazione del tema annuale Voi siete la luce del mondo (Mt 5, 13-16). (L'intero intervento è scaricabile qui in formato pdf.)

"In Gesù c’è qualcosa di speciale. Per questo ci siamo anche noi tra la folla che si mette a seguirlo «dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano» (Mt 4,25). Gesù vede attorno a sé tantissime persone, ma non scappa infastidito (in lui c’è proprio qualcosa di speciale!): sale sulla montagna, si mette a sedere, prende la parola (Mt 5, 1-2). Questo, però, non è un talk show, né un talent show. È l’insegnamento di un maestro ai suoi discepoli. E restiamo tutti stupiti, perché Gesù insegna «come uno che ha autorità» (Mt 7, 29).

Il nostro maestro taglia i preamboli e arriva subito “al dunque”. Non sceglie di sbraitare ordini, né di sobillare la gente. Si limita a spiegarci come lui ci vede, a raccontarci quale attesa nutre nei nostri confronti, a dirci ciò che siamo: «Voi siete il sale della terra»; «Voi siete la luce del mondo». Non c’è bisogno di gridare: anche se sussurrate, frasi di tale portata scardinano tutte le fragili teorie che costruiamo su noi stessi o sugli altri. Semplicemente ed essenzialmente, siamo «il sale della terra», «la luce del mondo». Dunque: il mondo esiste, noi ci siamo dentro e la questione è come vogliamo starci dentro!

Come il sale
Lo stile proposto dal nostro maestro è quello del sale. Non il sale che brucia sopra una ferita aperta: non siamo nel mondo per bruciare, lacerare, strappare, tagliare, ferire, sbranare…Ma il sale che dà sapore. Non siamo il cibo, né il cuoco: siamo il sale. Se manca, il pasto si può consumare ugualmente, ma tutto perde gusto ed è senza piacere. Se invece il sale c’è, le cose assumono sapore, hanno significato, sono invitanti e coinvolgenti, danno pienezza.

Esserci, starci, essere capaci di dare sapore alla nostra terra, accendere il gusto, esaltare i diversi sapori che compongono la realtà in cui viviamo. Giovanni Paolo II esortava i giovani della Gmg 2002 con queste parole: «Nel seguire Cristo, voi dovete cambiare e migliorare il “gusto” della storia umana. Con la vostra fede, speranza e amore, con la vostra intelligenza, coraggio e perseveranza, dovete umanizzare il mondo nel quale viviamo. Il modo per ottenere ciò lo indicava già il Profeta Isaia...: “Sciogliere le catene inique... dividere il pane con l’affamato... [togliere di mezzo] il puntare il dito e il parlare empio... Allora brillerà fra le tenebre la tua luce” (Is 58, 6-10)». (Giovanni Paolo II, Omelia in occasione della XVII Gmg, 2002).

Ma, attenzione! Anche il sale può perdere il sapore e non resta che gettarlo via, senza che niente possa davvero sostituirlo per dare gusto alla vita. Occorre conservare gelosamente il sapore del sale, mantenerlo intatto e non svilirlo. Giovanni Paolo II nel Messaggio alla Gmg di Toronto precisava: «... Come sale della terra, siete chiamati a conservare la fede che avete ricevuto e a trasmetterla intatta agli altri. La vostra generazione è posta con particolare forza di fronte alla sfida di mantenere integro il deposito della fede [...]. Scoprite le vostre radici cristiane, imparate la storia della Chiesa, approfondite la conoscenza dell’eredità spirituale che vi è stata trasmessa, seguite i testimoni e i maestri che vi hanno preceduto! Solo restando fedeli ai comandamenti di Dio, all’Alleanza che Cristo ha suggellato con il suo sangue versato sulla Croce, potrete essere gli apostoli ed i testimoni del nuovo millennio. È proprio della condizione umana e, in particolar modo, della gioventù, cercare l’Assoluto, il senso e la pienezza dell’esistenza. Cari giovani, nulla vi accontenti che stia al di sotto dei più alti ideali! Non lasciatevi scoraggiare da coloro che, delusi dalla vita, sono diventati sordi ai desideri più profondi e più autentici del loro cuore. Avete ragione di non rassegnarvi a divertimenti insipidi, a mode passeggere e a progetti riduttivi. Se conservate grandi desideri per il Signore, saprete evitare la mediocrità e il conformismo, così diffusi nella nostra società» (Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XVII Gmg, 2002).

Leggi tutto...
 
Spiritualità 2009-2010 PDF Stampa E-mail
La santità, tema generale che fa da filo conduttore per questo triennio, viene declinata in questo anno associativo 2009-2010 nella sua dimensione di comunione con i fratelli, con la comunità in cui l’associazione è chiamata a portare i propri doni e ad offrire il proprio servizio.

L’immagine della CASA

L’immagine che ci accompagnerà, lungo il cammino di quest’anno, è quella della casa. La casa come il luogo in cui si intrecciano i legami più forti; la casa è il segno degli affetti e dei legami più saldi e più caldi; la casa è anche l’immagine di quello spazio familiare, ben conosciuto, dove il dialogo, la fiducia, l’ascolto e l’incontro costituiscono lo sfondo più naturale e quotidiano. La casa ci richiama anche quello spazio intimo, che ciascuno di noi sente più vicino a se, ma che al tempo stesso diventa il luogo d’incontro più significativo per accogliere e incontrare tutti coloro che portiamo nel cuore. In un mondo in cui le nostre case sono sempre più “appartamenti” (un termine che deriva dal verbo “appartarsi”, dunque strettamente legato alla tendenza ad isolarsi, come il rischio di preferire egoisticamente una vera e propria chiusura su se stessi, nel proprio mondo), l’immagine della casa riesce invece a tradurre quel desiderio di condividere non solo uno spazio ma un ambiente che diventa significativo non solo per noi, ma anche per tutti quelli che ci conoscono e ci incontrano. La casa è l’icona di quell’amore che è capace di spalancare le porte del proprio cuore agli altri. Accogliere qualcuno in casa, essere accolti fino a sentirsi come “a casa” … questa immagine evocativa riesce a evocare molto bene i tratti specifici del percorso annuale che la nostra associazione ha deciso di intraprendere durante l’arco di quest’anno. Per noi cristiani la casa rappresenta un richiamo forte alle nostre comunità, parrocchiali e diocesane … la chiesa è chiamata ad essere sempre di più quel luogo caldo, familiare ed accogliente in cui si sperimenta un’amicizia forte con il Signore e con tutte le persone che Lui pone sul cammino della nostra vita.

Il Brano biblico e lo slogan dell’anno

Il brano biblico che ci accompagnerà è legato alla figura di Zaccheo e al suo incontro con quel Gesù di cui tanto aveva sentito parlare (cfr. Lc 19,1-10). L’episodio mette in evidenza da un lato il desiderio di relazione di Zaccheo, che vuole vedere Gesù; dall’altro il fatto che lo stesso Gesù sceglie la relazione personale per rinnovare il cuore dell’uomo. Il Signore entra nella casa di Zaccheo e con questo incontro gli cambia la vita.

L’anno sacerdotale indetto dal Santo Padre

Tra le indicazioni che offriamo a tutte le associazioni diocesane per la programmazione di questo anno associativo non possiamo evitare di riferirci alla scelta da parte di Benedetto XVI di dedicare quest’anno a tutti i presbiteri. Il 19 giugno 2009, Solennità del Sacro Cuore e Giornata della Santificazione sacerdotale, si è aperto il cosidetto “Anno sacerdotale”, indetto dal Santo Padre durante la plenaria della Congregazione per il Clero svolta nello scorso mese di marzo. Queste le parole usate in quell’occasione da Benedetto XVI: «(…) proprio per favorire questa tensione dei sacerdoti verso la perfezione spirituale dalla quale dipende l’efficacia del proprio ministero, ho deciso di indire uno speciale anno sacerdotale, che andrà dal 19 giugno prossimo a giugno del 2011. Il tema scelto per questo anno sacerdotale è “Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote”. L’icona di riferimento di questo anno speciale sarà il santo curato d’Ars, S. Giovanni Maria Vianney che sarà proclamato patrono di tutti i sacerdoti (attualmente è il patrono solo dei parroci). Questa figura viene presentata come modello per i preti di oggi affinché comprendano come, anche nell’anonimato della più sperduta parrocchia del mondo, sia possibile risplendere nella luce della santità. Il riferimento alla santità del curato d’Ars, come pastore interamente dedicato alla propria comunità, si collega molto bene con l’impegno che tutta l’AC si è data in questo secondo anno del triennio. S. Giovanni Maria Vianney ci richiama fortemente il compito di edificare la comunità attraverso la cura delle relazioni, il valore dell’incontro e del dialogo comune. Da queste considerazioni emergono due aspetti che possono rivelarsi utili per una efficace alla programmazione annuale: la centralità della comunità parrocchiale e la presenza degli assistenti all’interno della nostra associazione. L’anno sacerdotale, riproponendo l’esempio del curato d’Ars, richiama l’importanza del riferimento alla parrocchia ed il ruolo fondamentale che ha avuto nella chiesa, quale luogo della comunità dove vivono concretamente i cristiani. Nel progettare al livello locale il percorso che l’associazione sarà chiamata a compiere, si tenga conto di questo forte riferimento alla comunità parrocchiale e diocesana, segno di un’appartenenza che, nell’amicizia con il Signore e con i fratelli, accresce il nostro cammino di fede. La cura delle relazioni, in questo anno dedicato alla vocazione presbiterale, ci permetta di rimettere al centro la presenza e il ruolo degli assistenti all’interno dell’AC, a tutti i livelli. Una presenza che, proprio per il fatto che ha un significato ed un valore prezioso per noi, va curata in modo speciale. Il Papa invita i preti a vivere il proprio ministero con fedeltà, mentre oggi viviamo in una cultura che privilegia l’improvvisazione, la frammentarietà, il part-time. Sulla figura del santo curato d’Ars come icona di riferimento per l’anno sacerdotale così si è pronunciato il direttore del Centro nazionale vocazioni: “se il prete è appassionato per quello che è e che fa, la sua è un’immersione totale a seguire Gesù e a servire i fratelli”. Questa prospettiva apre molti orizzonti d’impegno per la nostra associazione che, da sempre, ha valorizzato a tutti i livelli il proprio rapporto con i presbiteri ed i pastori della Chiesa.

 

Nella sezione Spiritualità dell'Area Download sono presenti alcuni contributi dell'approfondimento