Sabato, 18 Nov 2017
 
 
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Azione Cattolica e Unità Pastorali


E' disponibile la lettera che Mons. Luciano Monari, Vescovo di Brescia, chiede di leggere ad ogni Santa Messa domenica 29 gennaio 2012 per aprire ufficialmente le consultazioni sul Sinodo sulle Unitą Pastorali.

qui il link

Pubblichiamo i materiali della giornata per presidenti e responsabili del 16 ottobre 2011:


Il Consiglio Diocesano di Azione Cattolica ha analizzato, nel corso di alcuni incontri, le proposte relative all’introduzione delle Unità Pastorali nella nostra diocesi.
Ci siamo interrogati su questo importante passaggio per la chiesa bresciana ed anche sul ruolo che l’associazione può avere.

Leggi il documento AC e Unità Pastorali, consegnato al Vescovo


L’attivazione di un cammino di avvicinamento alle Unità Pastorali si presenta come occasione propizia per sollecitare le comunità, i consigli pastorali a interrogarsi sui contorni della realtà nella quale sono inseriti, sulle domande, espresse o meno, di questa realtà, sui vissuti e le problematiche che sollecitano una risposta dalla comunità cristiana.
Per meglio argomentare la riflessione, tenendo conto di alcuni presupposti quali le risorse a disposizione, la prospettiva di conversione pastorale, la necessità di convergere su alcune urgenze, articoliamo il contributo attorno a tre nuclei tematici: le caratteristiche della pastorale diocesana (i suoi protagonisti e la suddivisione delle responsabilità) e il volto di Chiesa che ne emerge, i luoghi e gli ambiti in cui si concretizza, una proposta che riconduca all’essenziale.

Leggi la riflessione su AC e Unità Pastorali a cura della commissione diocesana


Programma Annuale 2011-2012

RESPONSABILI NELLA CREATIVITÀ.
ACCOGLIERE, DISCERNERE, PARTECIPARE

Programma Associativo Annuale 2011-2012
La XIV Assemblea Diocesana dell’Azione Cattolica di Brescia ci ha lasciato un mandato preciso e urgente, da concretizzarsi in particolare nelle scelte della Missionarietà, della Spiritualità, della Popolarità e della Formazione. Con il programma associativo 2011-2012 intendiamo cominciare da subito a concretizzare queste scelte, perché tutti possano cogliere il volto di un'Azione Cattolica che si rinnova pur restando fedele alla propria storia.

Leggi il Programma Annuale 2011-2012

 

 


 

Accogliere, discernere, partecipare

Due sono i documenti fondamentali che ritmano il cammino associativo per ogni arco di età (ragazzi, giovani, adulti), per il livello parrocchiale e per quello diocesano. L'Azione Cattolica, per vocazione e per statuto, favorisce ed educa alle relazioni intergenerazionali, promuove un'esperienza di Chiesa locale, al servizio della parrocchia, che favorisca il protagonismo dei laici secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II. L'AC, in quanto associazione democratica, prevede che le scelte, i programmi e i progetti siano deliberati nei momenti assembleari. Il risultato di questa esperienza sinodale si concretizza in un documento fondante (Documento Assembleare) e in scelte annuali volte a indicare percorsi di attuazione (Programma Associativo).

 

Dal Documento Assembleare della XIV Assemblea Diocesana 26-27 febbraio 2011:


Introduzione


Il momento sociale, civile ed ecclesiale in cui siamo immersi richiede sempre più una testimonianza credente in grado di conferire un significato alla vita. La crisi che ha colpito il mondo negli ultimi anni e che continua a condizionare le persone non tocca unicamente l’ambito economico, ma investe tutta l’esistenza degli uomini. Questa situazione genera da un lato una scarsa capacità di guardare al futuro con fiducia, coraggio e rigore, dall’altro l’addensarsi di paure che si traducono in chiusure e in una deriva materialistica dal corto respiro. Il nostro paese, che ricorda i 150 anni dell’Unità, sembra aver smarrito la fiducia in se stesso e nelle proprie capacità.
Di fronte a questo quadro, l’Azione Cattolica di Brescia ribadisce l’importanza, come associazione di laici cristiani, di portare il proprio contributo per essere “cittadini degni del Vangelo” (Fil 1,27).


Missionarietà: una scelta rinnovata

Alla luce del cammino percorso a partire dalla XIII Assemblea, riteniamo essenziale ribadire la centralità della scelta missionaria quale elemento caratterizzante il cammino associativo dell’Azione Cattolica: l’incontro con il Risorto e l’annuncio della speranza cristiana sono da rimettere costantemente al centro come riferimento, sapendo che le scelte importanti non si esauriscono in poco tempo e costituiscono l’atmosfera vitale dentro cui ci muoviamo.
Il percorso compiuto ci ha permesso di verificare come la scelta missionaria sia stata vissuta da molte associazioni, ma, nello stesso tempo, come vi sia ancora molta strada da percorrere per la sua piena attuazione.
Questo ci impegna ad uno sforzo ulteriore di responsabilità, di creatività dentro e anche oltre la pastorale ordinaria, chiamata a vivere momenti importanti come il Sinodo diocesano e la scelta delle Unità Pastorali.
C’è bisogno di rimarcare uno stile, scandito da progettazione e azione, che permetta alla Chiesa bresciana di essere “sale e luce”, fermento nella società: non bastano le dichiarazioni e i richiami ai valori cristiani, ma occorrono testimoni autentici e credibili.
Avvertiamo il rischio di trasformazione del cristianesimo in “religione civile”, denunciamo la riduzione della dimensione popolare della fede all’enfasi emotiva o a simboli opachi che offuscano il senso profondo della scelta cristiana.
L’Azione Cattolica, così come le comunità cristiane, non deve commettere l’errore di chiudersi in esperienze di nicchia o d’élite; al contrario, coerentemente con la propria tradizione e fedele al mandato di Cristo agli apostoli, deve rivolgere la propria attenzione ad una dimensione popolare che racconti un forte radicamento nel Vangelo, attraverso un linguaggio che sappia parlare ad ogni uomo. È necessario quindi dedicare attenzione anche a chi non vive un’esperienza di fede.
Si tratta di “abitare responsabilmente” il quotidiano senza fughe, attraverso il confronto e la lettura dei “segni dei tempi”, pronti a cogliere ciò che lo Spirito suggerisce nella storia. È la sfida di un’esperienza di fede che sa coinvolgere tutte le dimensioni umane “rendendo ragione della speranza” (1Pt 3,15). Si tratta di generare una condivisione comunitaria, corresponsabile e ministeriale, ancorata allo Spirito, fedele alle radici, aperta a nuove sintesi, proiettata al futuro, capace di rischiare la lentezza pur di dialogare, valorizzare le diversità e rispettare i tempi e i momenti di ciascuno.
Intendiamo rimarcare l’urgenza di offrire occasioni di riflessione e approfondimento, nel rinnovare la passione educativa, nel formulare itinerari formativi dentro la vita del proprio territorio: è una solidarietà piena con il mondo, che si realizza nella quotidianità per farsi profezia. Siamo dunque chiamati ad un rinnovato impegno missionario, nella fedeltà al Vangelo e all’uomo.
Il patrimonio dell’associazione, la scelta formativa, la scelta democratica e la scelta religiosa che traduciamo come scelta missionaria, siano un riferimento costante, una memoria vitale. Abbiamo già gli strumenti per assumere uno stile che ponga attenzione alla vita (accogliere), per riconoscere i problemi e individuarne le provocazioni e le potenziali soluzioni (discernere) e per dare concretezza ad alcune scelte qualificanti dal punto di vista evangelico (partecipare).
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Scarica la versione integrale del Documento Assembleare