Martedì, 21 Ago 2018
 
 
In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo PDF Stampa E-mail

di Giuliana Sberna

A Firenze, dal 9 al 13 novembre, poco dopo la conclusione del Sinodo ordinario dei vescovi sulla famiglia, si celebrerà il V Convegno nazionale della Chiesa in Italia.

Come i precedenti convegni ecclesiali decennali, vuole essere un incontro che raduna i delegati delle Chiese locali italiane per un confronto sulla realtà, la presenza e il ruolo del cattolicesimo in Italia.

Il tema è: «In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo» e si propone di fare il punto sul cammino di fedeltà al rinnovamento promosso dal Concilio e aprire nuove strade all’annuncio del Vangelo come tracciato nell’ Evangelii Gaudium, la cui dichiarata intenzione è proprio quella di trovare «vie nuove al cammino della Chiesa nei prossimi anni» (EG 1).

Il documento guida, la Traccia, di preparazione al Convegno ecclesiale, è un testo breve, corredato di immagini fotografiche suggestive, a cui si è giunti attraverso un processo di ascolto, ascolto di tante voci: quelle del Comitato (che rappresenta tutte le diocesi italiane) e quello delle narrazioni che da tutta Italia, sollecitate dall’invito, sono pervenute da parte di diocesi, associazioni, movimenti, parrocchie, ordini religiosi.
Oltre ai contenuti esso indica  uno stile preciso, quello dell’annuncio,  e un metodo ecclesiale che per Papa Francesco è un metodo sinodale.
Alla Conferenza Episcopale Italiana, nel maggio dello scorso anno, il Papa auspicava in maniera esplicita: «Il discernimento comunitario sia l’anima del percorso di preparazione al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze nel prossimo anno: aiuti, per favore, a non fermarsi sul piano – pur nobile – delle idee, ma inforchi occhiali capaci di cogliere e comprendere la realtà e, quindi, strade per governarla, mirando a rendere più giusta e fraterna la comunità degli uomini”.

Anche il percorso verso il convegno decennale dovrà avere le caratteristiche di un cammino sinodale. Tutti a livello della Chiesa locale dovranno essere coinvolti , con uno scambio di  esperienze, di storie di uomini e donne privati della loro dignità che aiutino a mostrare una comunità cristiana che contrasta le derive disumanizzanti e alza il livello di umanità.

Un cammino che dobbiamo percorrere con coraggio, superando il rischio, denunciato nel testo, di quell’inerzia che porta alla semplice ripetizione delle iniziative e delle modalità sin qui assunte per  «liberare le nostre strutture dal peso di un futuro che abbiamo già scritto per aprirle all’ascolto delle parole dei contemporanei, che risuonano anche nei nostri cuori (…). Ascoltare lo smarrimento della gente, di fronte alle scelte drastiche che la crisi globale sembra imporre; raccogliere, curare con tenerezza e dare luce ai tanti gesti di buona umanità che pure in contesti così difficili sono presenti, disseminati nelle pieghe del quotidiano».

Molte le domande in attesa di risposta: come essere interpreti di questa Chiesa attenta ai mutamenti per certi versi drammatici che sono in corso, come intervenire nelle situazioni che hanno reso così problematica l'esistenza delle persone, come recuperare il senso di un'etica pubblica, come riportare equità in economia, come assicurare un lavoro dignitoso, come ripristinare la coesione sociale persa in conflitti sterili, come orientare riforme buone e utili per il bene di tutti, come aiutare il nostro popolo a risollevare la testa piegata da rassegnazione e sfiducia? Qual è la specificità del contributo che devono portare i cristiani? Quale può essere il singolare ed originale apporto che riveli alla nostra gente il volto concreto della Speranza? Quali responsabilità vanno assunte nel quadro di una misericordia che deve accompagnare ogni gesto?

Firenze si avvicina. Qualcosa ancora si può fare per arricchire, precisare, approfondire le riflessioni che sono state presentate come traccia di un dibattito e di una partecipazione che, se non sarà reale e viva, rappresenterà una battuta d’arresto nel vissuto delle nostre Chiese in un momento difficilissimo del nostro paese.
A noi il compito di cercare risposte umanamente plausibili alle tristezze e alle angosce del tempo presente per risolverle, per quanto possibile, in gioie e speranze.