Sabato, 20 Ott 2018
 
 
Pronti ad assumerci la responsabilità

di Giuliana Sberna

Dalla parte giusta. Dalla parte di quelli che si impegnano per la legalità e la giustizia in un Paese dove, purtroppo, molto spesso vige la legge del più forte.

Senza ambiguità abbiamo scelto di sposare la proposta di Libera per ridare dignità alle cose (il riutilizzo dei beni confiscati) dopo che in questi mesi siamo e saremo in prima linea nell’accoglienza dei profughi grazie al progetto pilota sperimentato con successo a Carpenedolo.
Con soddisfazione dobbiamo riconoscere che sono stati i giovani i primi a misurarsi sul terreno del’accoglienza. La speranza è che quello che stiamo portando avanti a Carpenedolo possa essere ripreso e “imitato” anche in altre parrocchie della nostra diocesi. Come AC diocesana siamo pronti a dare il nostro contributo formativo e di sostegno.

La parola responsabilità è un termine chiave dell’esperienza dell’AC, è uno degli ingredienti che insieme alla partecipazione e alla missionarietà costituiscono il dna dell’AC. Il nostro tempo ci chiede uno sforzo aggiuntivo, ci esorta a dare una testimonianza concreta là dove viviamo con il nostro carisma e con le nostre peculiarità.
In una stagione difficile come questa, la nostra testimonianza può e deve essere ancora più significativa.

 

Nello specifico dell’iniziativa di solidarietà, abbiamo preso in mano il tema della legalità attraverso il contatto con Libera, la rete nata da don Luigi Ciotti. Come sappiamo, ormai il fenomeno mafioso ha ampiamente contagiato anche il nostro territorio: i reati e le numerose confische non fanno che ribadire questo triste primato della nostra provincia. L’apertura di una sede della Dia a Brescia è una prima risposta alla quale deve fare seguito uno scatto di orgoglio della società civile, che deve trovare terreni di confronto e di crescita culturale, perché la mafia si vince soprattutto investendo sul piano educativo come ci ha ricordato, in un incontro emozionante, Rita Borsellino.
Quello che stiamo facendo è solo un primo significativo passo. Saremo attesi da altre sfide e da altre prove. Anche per questo mi piace ringraziare il ruolo esercitato dal nostro Osservatorio che ha a cuore il bene comune. Bene comune che si realizza solo con l’aiuto di tutti.

È bello pensare che stiamo davvero facendo “la nostra parte”, perché come diceva Rosario Livatino alla fine della nostra vita non ci chiederanno se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili. Per essere davvero credibili dobbiamo sforzarci di compiere gesti concreti di solidarietà e di attenzione agli altri, dobbiamo vivere il nostro tempo da protagonisti della storia nell’ottica di una cara e urgente corresponsabilità.