Venerdì, 18 Mag 2012
 
 

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News

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Segnaliamo l'incontro pubblico

PIAZZA LOGGIA 38 ANNI DOPO

martedì 22 maggio ore18 Palazzo San Paolo

INTERVENGONO
Riccardo Montagnoli
UNIONE GIURISTI CATTOLICI - AVVOCATO DI PARTE CIVILE NEL PROCESSO
Alfredo Bazoli
CONSIGLIERE COMUNALE BRESCIA
INTRODUCE
Michele Busi

PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “CITTÀ DELL’UOMO BRESCIA”

qui il depliant

Segnaliamo le seguenti iniziative:

  • programma delle iniziative organizzate dalla Casa della Memoria in occasione del 38° anniversario della Strage di Piazza Loggia - allegato
  • ACLI Aperte le iscrizioni per i campi di volontariato Ipsia "Terre e libertà"- link
  • domenica 20 maggio 2012 - ore 20,45 - S.Maria in Silva PALESTINESI E ISRAELIANI SUL CAMMINO DELLA NONVIOLENZA. incontro con il rabbino israelita pacifista - volantino
    JEWREMY PILGROM

Sono disponibili le date e le informazioni sulle proposte estive 2012

Vai alla pagina dei campi scuola

"VIVERE LA FESTA, ABITARE IL MONDO" - L'AC all'incontro mondiale delle famiglie - Milano 2 giugno 2012


Nel contesto del VII Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno, la giornata di Sabato 2 giugno sarà dedicata a gruppi, associazioni, movimenti.
L'Azione Cattolica avrà un suo momento di festa nella mattinata: uno spazio per incontrare le famiglie e i membri dell'associazione che provengono da tutto il mondo. L'AC di Brescia partecipa con un pullman destinato alle famiglie.

I dettagli nel volantino allegato.

PRETI &  LAICI - incontri ravvicinati
L'Azione Cattolica diocesana, in collaborazione con i vicari zonali, promuove un ciclo di incontri in alcune delle zone pastorali con l'obiettivo di offrire uno spazio di confronto tra laici e sacerdoti dentro la comunità. È un'occasione importante nel cammino verso il sinodo sulle Unità Pastorali del prossimo dicembre.

In allegato il calendario degli incontri

Cercasi modello per guardare al futuro

di Andrea Re

famigFamiglia, lavoro e festa sono ambiti messi alla prova nel momento storico che stiamo attraversando. In particolare la discussione verte attorno al "modello", o meglio "ai modelli", che finora hanno tenuto assieme queste tre dimensioni nel nostro mondo occidentale e che potremmo dividere in due grandi aree. Da un lato c'è il modello anglosassone, che ha costruito nel corso degli anni società più aperte e sistemi socio-economici più solidi e virtuosi, o quantomeno più equi, ma nei quali in molti casi la famiglia quasi non esiste più, polverizzata da un individualismo sfrenato che macina ogni genere di relazione.

A questo si contrappone il modello mediterraneo, nel quale la famiglia sembra continuare a reggere, nonostante tutto. È una famiglia allargata, che si fa carico del welfare statale che non c'è, dentro una società bloccata, quasi chiusa su se stessa. La mancanza di opportunità per i giovani determina una dipendenza prolungata dalle famiglie, anche oltre il limite della virtuosa solidarietà tra generazioni. L'occupazione femminile ai minimi spesso non è indice della scelta di una speciale dedizione alla famiglia, ma piuttosto di una rinuncia determinata dall'assenza di reali possibilità lavorative.

È dunque indispensabile scegliere tra questi due modelli, prendendo a scatola chiusa pregi e difetti dell'uno o dell'altro, oppure è possibile immaginare altre vie verso il futuro per il trinomio famiglia-lavoro-festa?

Per come si presenta, il quadro stesso sembra dire il bisogno di tracciare un nuovo inizio, fondato su alcuni pilastri essenziali.

La famiglia rimane certamente la cellula fondamentale della società, in cui si esprimono l'amore gratuito e la cura per l'altro, in cui si forma e cresce la vita e l'identità della persona. L'importanza del ruolo sociale della famiglia, dunque, non può più essere solamente proclamata a parole e data per scontata, ma deve essere riconosciuta anche attraverso scelte chiare.

Tra queste un'attenzione primaria e concreta spetta certamente ai giovani e alle donne, innanzitutto dando priorità all'istruzione, alla crescita culturale e alla formazione come diritto di cittadinanza e motore di reale sviluppo, che conduca al riconoscimento di una dignità piena attraverso la realizzazione umana e professionale.

È una questione di diritti, ma anche di intelligenza sociale. Quale società che oggi abbia ambizione di guardare al futuro può permettersi di lasciare fermi, senza lavoro o senza studio, più di un terzo dei giovani e delle donne, rinunciando in partenza ad una fetta tanto grande dell'energia e della novità giovanile, della creatività, della cura e della determinazione femminile?

Senza cadere nella retorica, però, ogni investimento potrà tradursi in concreta possibilità solo attraverso un rinnovamento di mentalità collettivo.

Come adulti cristiani e italiani serve una rinnovata fiducia educativa che sappia unire la libertà all'autenticità delle radici, accanto al coraggio di riconoscerci tutti, donne e uomini, come persone con piena dignità.

Come giovani è necessario riscoprire la determinazione e la creatività che permettono di mettersi in gioco in prima persona per immaginare e costruire un domani possibile, accanto al coraggio della fatica e di scelte grandi e impegnative, anche quando la loro portata le rende quasi totalizzanti.

Come società è indispensabile mantenere la barra ferma su una rivoluzione etica che porti a liberare risorse per destinarle a queste e altre scelte importanti.

 

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